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Spiritualità e femminismo nel progetto di Nausicaa Giulia Bianchi “You Gave The Virgin a New Heart”

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Si è tenuto a Bari il 14 e 15 ottobre nello Spazio Murat Foto-Match, evento interamente dedicato alla fotografia contemporanea raccontata attraverso mostre, proiezioni, incontri e letture portfolio.

In occasione della seconda e ultima giornata abbiamo avuto il piacere di assistere allillustrazione del progetto “Hai dato alla vergine un cuore nuovo (You gave the virgin a new heart), da parte della fotografa ligure Nausicaa Giulia Bianchi.

Giulia Bianchi, così come racconta sul suo sito, lavora in modo concettuale a progetti documentaristici investigativi con la fotografia, il video e la scrittura, trattando temi complessi e sempre attuali, tra cui spiritualità, femminismo e memoria. Le sue fotografie sono state esposte in diversi paesi e sono state pubblicate in The Guardian, National Geographic, L’Espresso, Internazionale, Marie Claire, TIME, Huffington Post, e altri magazine e libri.

Il progetto, “You gave the virgin a new heart”, nato nel 2012, racchiude tutti questi elementi. Tutto ha avuto inizio dopo aver letto su un giornale locale una notizia riguardante una donna prete, che aveva battezzato un bambino. Il “Non è possibile” iniziale è stato presto sostituito da un “Perché non ci ho mai pensato? Perché non è mai passato dalla mia mente un pensiero simile?”. Così ha dato il via alla sua ricerca.

Alla base di questo movimento, che oggi conta più di 150 donne, c’è il sentimento di disobbedienza alla chiamata di Dio, trasformato in obbedienza nei confronti di qualcosa di più elevato: l’uguaglianza spirituale.

Dopo una serie di ricerche, Giulia Bianchi è riuscita a mettersi in contatto con questa realtà, stabilendosi in una comunità guidata da una donna prete di Atlanta composta da transgender, famiglie che univano più religioni, senzatetto. Ha condiviso usi e costumi, ha appreso la cultura di questa gente considerata ai margini della società.

Nel progetto ha voluto raccontare come queste siano semplicemente persone, ha voluto dare il suo punto di vista sulla storia delle comunità, non usando una posizione ideologica ben precisa per raccontarla.

“Volevo unicamente far passare questo fotoreportage come un’opera d’arte, senza necessariamente esprimere un pensiero o stare da una parte o dall’altra”.

Dal 2013 ha stretto più di 70 legami che l’hanno aiutata e spinta a viaggiare per il mondo, per conoscere sempre più persone, le loro storie, e intrecci di realtà. Dalle sue fotografie traspare l’emotività in cui viveva le scene di vita quotidiana ritratte.

“Ho sempre pensato di essere atea. Anche se ci ho messo anni per elaborare questo pensiero, sentivo che non ero mai sola anche quando lo ero effettivamente. Sentivo sempre un’energia, una forza intorno a me che non mi lasciava mai. Non l’ho mai voluta chiamare Dio, le ho dato l’interpretazione ed il nome di eternità perché era qualcosa che usciva fuori dal mio tempo e dallo spazio”.

Foto-Match ha offerto alla città di Bari due giorni di approfondimenti, esperimenti e contaminazioni, legati alla fotografia. Ha reso possibile l’incontro di esperienze e opinioni, riuscendo a creare una combinazione vincente tra arte e umanità.

Si ringrazia Angelica Montenegro per gli scatti fotografici.

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Autore La Redazione

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