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Più merito e meno tasse per i redditi bassi: l’Università italiana prova a cambiare volto

Importanti novità in vista del nuovo anno accademico nelle università statali. La Legge di Bilancio varata dal Governo lo scorso dicembre, infatti, ha apportato una serie di disposizioni molto interessanti per gli studenti e per le loro famiglie, inerenti la possibilità di accedere ai corsi di laurea a costi ridotti o nulli secondo precisi paletti legati al reddito e al rendimento annuale. Con l’approcciarsi di settembre, dei primi test di ammissione e dell’avvio ufficiale dell’attività nei vari atenei, è bene soffermarsi attentamente su tali novità.

La prima riguarda gli iscritti facenti parte di nuclei familiari con reddito Isee inferiore a 13.000 euro, che saranno esentati dal pagamento delle tasse universitarie, fatta eccezione per l’imposta regionale per il diritto allo studio da 140 euro e il bollo da 16 euro. Se, invece, il reddito dovesse essere compreso tra i 13.000 e i 30.000 euro, l’importo massimo da pagare risulterà essere pari al 7% della quota di Isee eccedente i 13.000 euro. La stima parla di un risparmio che oscilla da 300 a 500 per studente e di una misura che può interessare circa 600.000 famiglie italiane. Inoltre, la Legge prevede che le università statali “non potranno istituire ulteriori tasse o contributi a carico degli studenti fino al rilascio del titolo finale di studio, fatti salvi i contributi per i servizi prestati su richiesta, ma potranno introdurre invece ulteriori agevolazioni”. Occorre precisare che tali disposizioni riguardano esclusivamente le matricole, in quanto il calcolo dell’Isee è valevole al momento della prima iscrizione. Per tutti gli altri anni, tuttavia, non sono escluse agevolazioni.

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Questo ci induce ad approfondire il secondo aspetto introdotto dalla Legge di Bilancio, quello che fa riferimento al merito e alla condotta negli studi. Per godere di una riduzione delle tasse, gli studenti saranno chiamati a essere sostanzialmente in regola con gli esami, riuscendo a maturare un preciso numero di crediti per anno. Nel dettaglio, si tratta di almeno 10 crediti formativi da ottenere entro il 10 agosto del primo anno e di almeno 25 nei dodici mesi antecedenti la data del 10 agosto che precede l’iscrizione ai successivi anni accademici.

Si tratta di una possibilità aperta anche agli iscritti al primo anno fuori corso. Per gli studenti fuori corso da più di un anno, invece, vale la possibilità di “sconto” solo per reddito Isee al di sotto dei 30.000 euro, come precedentemente illustrato. In questo caso, l’importo da pagare può arrivare fino al 50% della differenza Isee che supera i 13.000 euro, con un minimo dovuto per legge di 200 euro.

Infine, buone notizie anche per gli iscritti ai corsi di dottorato di ricerca che non sono beneficiari di borsa di studio, i quali, a prescindere dai redditi, sono esonerati dal pagamento delle tasse e dei contributi a favore dell’università.

 

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Autore Giuseppe Leronni

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