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LinkedIn e i suoi luoghi comuni

LinkedIn è considerato come il più grande ed importante social network B2B su Internet, conta oltre mezzo miliardo di utenti e più di 9 milioni di aziende connesse.

Nato nel 2003 come social dedicato alle relazioni professionali, è diventato indispensabile per la creazione e la gestione di un proprio network professionale. Nel giugno del 2016 è stato acquistato da Microsoft in una maxi-operazione da 26,2 miliardi di dollari.

 

 

 

Per l’azienda, con un’adeguata strategia di social media marketing, può essere usato per fare brandingrecruitingdigital reputationsocial selling e molto altro.

Quando parliamo di LinkedIn sentiamo spesso alcune obiezioni. In questo articolo cerchiamo di sfatare una serie di miti e luoghi comuni che non fanno altro che portare gli utenti sulla cattiva strada:

  1. LinkedIn serve solo per cercare lavoro

È senza ombra di dubbio la madre di tutti i luoghi comuni che aleggiano attorno a questo social network. Ha un bel fondo di verità dovuto essenzialmente a due fatti storici:

  • È nato per questo motivo
  • Per lungo tempo il settore HR hiring è stato il principale core business di LinkedIn.

Non solo LinkedIn non è fatto solo per chi cerca lavoro, ma la stragrande maggioranza di chi lo frequenta proprio non pensa affatto a questo aspetto e utilizza il social per informarsi, formarsi, scambiare opinioni, fare personal branding, cercare potenziali clienti e informarsi su di loro prima di contattarli e creare i presupposti di una futura opportunità di business.

2. A cosa mi serve LinkedIn se non cerco lavoro?

Anche se apparentemente puoi trovare, in questo momento, superfluo investire il tuo tempo nella costruzione di una reputazione online o nella costruzione di solide relazioni personali su LinkedIn, non è detto che queste possano tornarti utili più in là. Nessuno oggi ha la sfera di cristallo per sapere ciò che accadrà fra 3 o 5 anni.

“Costruiamo la nostra rete quando non ne abbiamo bisogno”

3. LinkedIn è un curriculum online

Il Profilo è ciò che parla di te in tua assenza. È ciò che presidia la tua presenza online sul social netwok, è l’elemento sul quale si basa il giudizio che gli altri si fanno di te come professionista. La maggioranza delle persone che “incontriamo” su LinkedIn non ha altri elementi, se non il profilo, per farsi un’idea.

Quante possibilità hai di emergere e spiccare rispetto agli altri con un profilo che non è altro che una fredda copia del tuo CV?

LinkedIn non è un “curriculum online”. È la presentazione del tuo personal brand!

4. Su Facebook ci sono tutti, a cosa mi serve LinkedIn?

Perché i social servono ad allargare le proprie reti di conoscenze. Servono a valicare i limiti geografici e fisici di reti costruite su relazioni personali tipiche della vita offline. Perché LinkedIn ti permette di conoscere e farti conoscere da persone che mai o difficilmente avresti incontrato. Perché LinkedIn non è Facebook e non è rivolto a scopi ludici. Qui si parla di lavoro!

5. Personalizzare il messaggio per chiedere la connessione? Ma se non lo fa mai nessuno perché dovrei farlo io?

Sì, è vero, non lo fai mai nessuno. È vero anche che “chi mi sarà più semplice ricordare?”. Non credi che prendersi il tempo, la “briga” di scrivere due righe non banali per dire il perché si sta chiedendo la connessione ad un altro essere umano,  serva per dare il verso giusto al rapporto che vogliamo costruire con lui?

Sfruttiamo il fatto che pochi lo fanno. Serve veramente poco, differenziamoci rispetto a tutti gli altri fin da subito.

6. Ho un profilo completo, perché nessuno mi contatta?

Spesso chi si è appena scritto su LinkedIn si aspetta che accada qualcosa, magicamente, solo per il fatto di esserci. Se non si tiene un atteggiamento pro-attivo all’interno della piattaforma è complicato che gli altri si accorgano di noi. Quindi posta, commenta, utilizza Pulse, frequenta i Gruppi. I gruppi di LinkedIn sono i posti migliori per ottenere contatti mirati, perché è possibile aderire/creare gruppi per argomento o settore e coinvolgere le persone.

“LinkedIn sei tu, non è pagine gialle!”

7. Se voglio fare colpo devo scrivere il mio profilo in inglese

Il tuo pubblico è italiano? Usa l’italiano. Non importa che il tuo pubblico sia rappresentato da HR o da Marketing Manager o ufficio acquisti di grosse aziende e tu presupponi che loro “debbano” conoscere l’inglese. Se vuoi parlare e farti ascoltare da loro rendi ai tuoi contatti la vita semplice.

“Eh ma così faccio vedere che il mio inglese è fluente”. Due cose allora:

  1. Per scrivere un profilo in una qualsiasi lingua straniera oggi basta investire qualche decina di euro, quindi non è che scrivendolo in inglese si dimostri poi così tanto di ciò che si sa fare.
  2. LinkedIn ti mette a disposizione la possibilità di avere il profilo in oltre 40 versioni diverse, una per ogni lingua supportata. Perché scegliere?

Crediamo meno ai luoghi comuni o stereotipi, approfondiamo, siamo curiosi e non facciamoci eccessivi problemi. LinkedIn ha moltissimo potenziale da sfruttare nell’impiego quotidiano, dedichiamo una piccola quantità di tempo al giorno :)

 

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Autore Domenico Donvito

Amante dello sport e della fotografia.

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