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“La Poesia Visiva” raccontata ai ragazzi del Liceo Aristosseno

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Da sinistra: Giuseppa Pergola, Anna Caricasole, Maria Letizia Gangemi, Fabio De Cuia e Roberta Bocci.

La Poesia Visiva, con il suo caratteristico e comunicativo mix di immagini e parole, ha fatto tappa al “Liceo Ginnasio Statale Aristosseno” di Taranto. Fabio De Cuia, con i suoi versi, i colori e il suo entusiasmo, ha preso parte all’incontro “Nel cuore della città”. L’appuntamento, tenutosi il 15 febbraio 2017, rientra nel ciclo di incontri della rassegna di autori locali “La semina delle parole: Poesia in azione!”, facente parte del “Progetto Amico Libro 2016-2017”.
L’incontro ha visto protagonisti Fabio e Maria Letizia Gangemi, che hanno presentato le loro opere poetiche. Nello specifico, oltre alla Poesia Visiva di Fabio, la scrittrice, pittrice e poetessa Maria Letizia ha parlato della sua opera “Il mio mandala”.
Non solo: hanno anche coinvolto attivamente i ragazzi. Dal canto suo Fabio, che ha accettato della docente Anna Caricasole a prendere parte all’iniziativa, ha spiegato ai ragazzi la sua visione “tutti nasciamo poeti e poi diventiamo uomini”. Per convalidare questa sua concezione, lo scrittore ha coinvolto i ragazzi in una serie di giochi e attività. Gli studenti sono, così, diventati protagonisti e non sterili ascoltatori. Finalità di Fabio è stata quella di mostrar loro come “nel gioco emozionante della vita, la poesia sia veramente la chiusa dell’anima e il volo della mente”. Per l’autore tarantino è stato facile dimostrarlo, regalando ai ragazzi l’emozione di una poesia scritta al momento da loro stessi.

Ognuno ha inventato un verso e, nella piacevole attività della scrittura, tutto è diventato un unicum armonico. “Ritengo che la scrittura e la poesia siano la perfetta metafora della vita. Ad ognuno spetta la propria pennellata, il proprio verso, il proprio sogno da inventare, perché nel gioco infinito dell’esistenza, anche un apostrofo ha il suo giusto senso e colore”.
Fabio ha dichiarato che “la sfida del mio progetto è quello di sdoganare la poesia, perché invada il mondo, perché non sia tormento, ma pace e armonia, perché si avvicini ai ragazzi e posi nel loro cuore una nota di speranza e di valore. Ancora, perché ci si possa riappropriare del suono dei pensieri all’interno della caotica massificazione attuale”.

Di seguito la poesia scritta dai ragazzi:

Con un tuo sorriso
illumina la mia strada
in mezzo alla quotidianità
dei miei giorni
discendente degli Achei
la musicalità del tuo sguardo
smascherami
tu ora sei parte di me
Oddio
che l’ebbrezza del tuo corpo
possa trasmettere in me
comuni emozioni
come un abbraccio improvviso
in un nasconderci dagli altri

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Autore La Redazione

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