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La città del futuro: Pugliarch2017

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Dalla visione al progetto, passando per un processo di comprensione delle esigenze degli uomini che dovranno abitare uno spazio: è questo il complesso benché stimolante compito di ogni architetto ed è questo il paradigma che PugliArch, il Festival dell’Architettura, quest’anno traduce in modo audace riflettendo sulle antinomie che abitano la nostra quotidianità. Scegliere tra inclusività ed esclusività di una città, tra pubblico e privato, tra digitale e analogico, tra sostenibilità e necessità di ipervelocità, è riflettere sulle contraddizioni intrinseche della nostra società, lanciando una provocazione che consenta di indagare e interrogarsi sulla visione futura delle città del nostro territorio, lontane dal dibattito nord europeo sulla tecnologia avanzata e futuristica a servizio dell’architettura.

Per tre giorni, dal 16 al 18 Maggio 2017, Bari accoglie la terza edizione di un Festival che si propone come un network per la comunicazione e l’incontro, nel quale i partecipanti avranno modo di discutere le proprie idee, pronti a scambiare le specifiche e personali esperienze in materia di città del futuro: solo l’inizio di un ciclo di assemblee di giovani e protagonisti del panorama architettonico provenienti da paesi diversi, che avranno la possibilità di mostrare il loro background culturale, storico e ambientale, nonché le esperienze progettuali sul tema, condotte in contesti nazionali ed internazionali.

Con l’edizione “Tomorrow City” di PugliArch, quindi, Bari punterà il faro sul mondo dell’architettura e, ugualmente, il mondo dell’architettura punterà gli occhi su Bari, dando spazio a tutti gli attori del cambiamento e della generazione del futuro di una città: amministrazioni, ordini professionali, giovani studenti, ma anche gente comune chiamata a valorizzare e sperimentare concretamente l’efficacia di ciò che è frutto di creatività e talento.

“Il futuro deve partire dal “ri-pensare”, “ri-guardare”, “ri-progettare” la Città attraverso il coinvolgimento di una molteplicità di soggetti, locali, nazionali e internazionali, pubblici e privati, che siano in grado di operare in maniera coordinata per lo sviluppo del territorio e siano capaci, in particolare, di promuovere azioni concrete a favore del talento e della creatività, ritenuti fattori determinanti per lo sviluppo sociale, economico e culturale”.

logo_gabL’articolato programma del festival che prevede eventi, workshop, lecture e aperitivi sotto le stelle, è reso possibile grazie all’impegno dei co-organizzatori: il GAB (Associazione Giovani Architetti della Provincia di Bari) e lOrdine degli Architetti PPC della Provincia di Bari, oltre che grazie al sostegno del FESR2014-2020.

Abbiamo chiesto alla dott.ssa Palma Librato, Presidente del Gab (Associazione Giovani Architetti della Provincia di Bari) e anima del Festival, di spiegarci come nasce l’idea di PugliArch.
L’idea è nata 6 anni fa, con l’intento di riproporre una “piccola biennale dell’architettura” in Puglia, territorio che ci sembrava troppo periferico rispetto al centro della riflessione in materia, ma molto capace di esprimersi in questo ambito. L’intuizione si è rivelata più che felice e, nel corso di questi anni, con le sue due prime edizioni (ndr. il Festival è biennale) l’evento è cresciuto molto, ricevendo apprezzamenti e contribuendo ad arricchire positivamente il dibattito nazionale ed internazionale sull’architettura. La convinzione di fondo che accompagna il nostro lavoro è che l’architettura non sia ciò di cui si parla nelle accademie, ma la quotidianità, le strade, gli uffici, le piazze. L’architettura è bene comune, espressione delle persone, ed è a loro che si rivolge il Festival.

Quali specificità riserva questa terza edizione del Festival?
Certamente il tema. Dopo esserci interrogati sulla “Lentezza” e sui “Crossing” in architettura, in questa terza edizione vogliamo andare incontro all’interesse sempre maggiore che le città italiane stanno dimostrando verso il  paradigma della smart city, quello cioè di una città che vuole dare risposte a delle domande di multifunzioni e che deve farlo velocemente. Non sappiamo esattamente cosa sarà la città del futuro, nessuno può saperlo realmente, ma sentiamo di dover incrociare spunti e buone prassi per arrivare maggiormente pronti.

Lei lavora a stretto contatto con i giovani architetti baresi e pugliesi; con quale nota distintiva crede possano inserirsi e contribuire al dibattito internazionale sull’architettura?
I nostri giovani architetti mi sembrano più liberi di esprimersi, meno incatenati agli schemi; è questo che li rende credibili. Poi hanno tanto entusiasmo, tanta voglia di fare e non sono un gruppo autoreferenziale. Questo è ciò che sperimento personalmente nel GAB e questo è quanto PugliArch dimostra, con un programma che incentiva le contaminazioni e che si apre al mondo per avvicinare all’architettura contemporanea.

Lasciamo che sia la stessa Palma Librato a spiegare  nella video intervista il perché PugliArch sia una idea positiva in vero stile Happy Magazine.

Scarica qui il programma completo di PugliArch.

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Autore Rosa Angela Silletti

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