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Iuri Moscardi ci racconta Twletteratura, la lettura ai tempi dei social

La lettura collettiva, ovvero la consuetudine di leggere un testo ad alta voce insieme ad altre persone, è una pratica diffusa nella storia. Basti pensare alla lettura monastica o ecclesiale di un testo sacro; alla lettura contadina durante le veglie intorno a un fuoco, in cui un lettore (spesso l’unico in grado di farlo) legge, o meglio racconta quello che ha letto, ai presenti; la lettura operaia agli albori della rivoluzione industriale, quando un lavoratore leggeva a voce alta per gli altri; la lettura conviviale del giornale, al bar o nei posti di ritrovo. Nel tempo, con la crescita dell’alfabetizzazione, leggere è diventato sempre più un fatto individuale”, ma la lettura condivisa non ha mai perso la sua attrattiva, piuttosto si è trasformato in un diletto, un vezzo, uno svago. Tanto che la comunità di lettori ha iniziato a riunirsi intorno a gruppi di lettura, i cui partecipanti usano la loro passione per creare una particolare forma di socialità senza alcuna appartenenza.logo twletteratura

È proprio dal fenomeno della lettura condivisa che prende le mosse un progetto innovativo tutto italiano dal nome di TwLetteratura. Si tratta di una metodologia sperimentata a partire dal 2012 da Paolo Costa, Edoardo Montenegro e Pierluigi Vaccaneo che propone la lettura di opere della letteratura, delle arti e della cultura e la loro divulgazione sfruttando le potenzialità di comunicazione offerte dai social network. La comunità sceglie un libro, lo legge e lo commenta – un capitolo alla volta, in base a un calendario condiviso – ‘riscrivendolo’ su Betwyll (la app per il social reading di TwLetteratura) o su Twitter. Ciascun utente propone la sua interpretazione in forma di twyll e/o tweet (uno o molti, a seconda dell’ispirazione): la riscrittura può essere parafrasi, variazione, commento, libera interpretazione, nonché essere associata a media diversi da quello originale (video, canzoni, disegni).

Abbiamo chiesto a Iuri Moscardi, project manager di TwLetteratura, di raccontarci come è nato il progetto.

TwLetteratura nasce nel 2011 con il progetto #TweetQueneau. In verità, quella fu una nascita non ufficiale perché il progetto fu un esperimento lanciato da Edoardo Montenegro, uno dei tre fondatori di TwLetteratura, all’epoca noto con il suo account Hassan Pautàs. Come detto, fu un gioco per testare come Twitter poteva “assorbire” contenuti letterari. #TweetQueneau richiamò l’attenzione di Paolo Costa e Pierluigi Vaccaneo, che considerarono il progetto molto interessante e decisero di provare a giocare con i libri di Cesare Pavese. Il successo e il numero di partecipanti aumentarono, così i tre – sotto il logo di TwLetteratura – iniziarono a definire sempre nuovi progetti, tutti basati sulla lettura, pensati anche per le scuole. Nel 2013, il grande successo fu con i #TwSposi di Manzoni, ma si può dire che tutti i progetti di solito coinvolgono un buon numero di partecipanti.

Iuri, ci spiega che TwLetteratura è effettivamente una modalità di lettura condivisa, solo che ai tempi dei social network, e specifica cosa si intende per social reading.

La definizione inglese di “social reading” ci fa subito pensare ai social network, ma la lettura condivisa era la norma fino all’affermazione del romanzo come genere egemone del sistema letterario e alla scolarizzazione che, a partire dall’Ottocento,  fece aumentare il numero di lettori. Ci piace pensare che i nostri progetti siano la versione sui social di fenomeni sociali frequenti in passato: anche nel nostro caso, si legge e si commenta insieme il libro, trovandone nuove chiavi di lettura da discutere insieme.

In realtà nel caso di TwLetteratura si può parlare di vera è propria metodologia perché, come chiarifica Iuri,

TwLetteratura ha elaborato è definito una specifica modalità per i suoi esperimenti, che nessun altro aveva pensato o applicato. Il termine “twitteratura” non è stato inventato da TwLetteratura: sono molti i fenomeni, soprattutto in America Latina, che cercano di far combaciare Twitter e letteratura. Ma solo TwLetteratura lo ha fatto (su Twitter), lo fa e lo farà (sulla propria app Betwyll) in un modo unico, che sfrutta sintesi e interazione per suscitare coinvolgimento e immedesimazione dei partecipanti e – quindi – incoraggiarli a leggere.

Twletteratura ha all’attivo tanti progetti e attività: la app, il blog, le collaborazioni con  insegnanti e  università. Abbiamo chiesto a Iuri quali siano i traguardi più importanti raggiunti e quali quelli ancora da raggiungere.

Sicuramente l’obiettivo più bello è sempre di stimolare alla lettura, soprattutto in Italia dove i dati dei lettori sul totale della popolazione sono sempre abbastanza preoccupanti. Insieme a questo, anche l’entusiasmo che i progetti di TwLetteratura suscitano negli studenti, italiani e stranieri, e negli insegnanti che partecipano ai progetti di social readingTra i traguardi da raggiungere, sicuramente rendere Betwyll una app solida e adattabile a diversi contesti, da quelli scolastici a quelli turistici o aziendali. Per esempio, abbiamo sperimentato con successo Betwyll negli USA, con gli studenti delle università di Harvard e di Indiana: si tratta di una partnership importante, che speriamo di poter sviluppare sempre più proficuamente.

Twletteratura

Per concludere la nostra intervista abbiamo posto a Iuri una domanda provocatoria: qual è la sfida più difficile per chi oggi investe in Cultura?

Le sfide sono due: la mancanza di risorse economiche e le torture della burocrazia. Si tratta di due ostacoli non da poco: il primo rischia di affondare anche i progetti più interessanti, mentre il secondo toglie spesso tempo e risorse preziose.

TwLetteratura è sicuramente un progetto che merita di ottenere successo perché la cultura è un valore universale sul quale è fondamentale continuare a investire e perché, come diceva Joseph Conrad, scrittore polacco naturalizzato britannico autore, autore di Cuore di Tenebra in fondo

si scrive soltanto una metà del libro, dell’altra metà si deve occupare il lettore.

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Autore Milena Mele

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