Home / Imprese e Professionisti / Il “Diritto alla disconnessione” e la sua attualità

Il “Diritto alla disconnessione” e la sua attualità

diritto alla disconnessione

Diritto alla disconnessione”, un tema di cui, negli ultimi tempi, si parla molto e con il quale i Paesi si interfacciano in maniera differente. Si tratta del diritto, per i lavoratori, di non reperibilità e, quindi, di disconnessione dai canali lavorativi, senza che questa “libertà” sia sinonimo di inadempienza o preveda alcuna conseguenza legata alla continuazione del rapporto di lavoro o alla retribuzione. In Francia è già previsto espressamente dalla riforma del lavoro e attivo dal primo gennaio di questo anno, mentre in Germania le comunicazioni lavorative sono sospese dalle 18.15 alle 7 del mattino successivo. Ma qual è la situazione nel nostro Paese?

In Italia a farla da apripista è l’Università dell’Insubria, Ateneo di Varese che ha introdotto il diritto alla disconnessione. I dipendenti potranno, quindi, staccare la spina nei giorni di riposo ed evitare di rispondere a e-mail, sms, telefonate e messaggi su WhatsApp dalle ore 20 alle 7 del giorno successivo. Si tratta di una scelta volta a migliorare la qualità del tempo libero dei lavoratori. Non solo: l’Ateneo ha anche istituito “il Giorno dell’indipendenza dalle email”, da tenersi ogni tre mesi, per favorire gli incontri tra persone piuttosto che lo scambio degli utili, ma al contempo sterili, messaggi elettronici. Un’Università che, tra i suo insegnamenti, vuole anche inserire una sorta di “educazione” all’uso delle tecnologie, calibrato e distaccato.

Diritto alla disconnessione

Una scelta che vede in sé un cambiamento di visione e di filosofia: essere sempre connessi non vuol dire essere più produttivi. Una novità importante e se vogliamo radicale, se si pensa che, secondo uno studio francese, solo un manager su quattro interrompe le comunicazioni professionali, smette di consultare telefono ed email nei giorni e nei momenti di riposo. Appare, quindi, evidente che la non reperibilità extra-lavorativa, più che una questione legislativa, sia un tema socio-culturale. Potrebbe sembrare scontato, ma la continua reazione e risposta ai messaggi lavorativi (e non solo) rappresenta un’abitudine, e in quanto tale proprio per sua natura, difficile da scardinare. A conferma di ciò basti pensare che la Francia, tra i Paesi più lungimiranti e illuminati in merito, ha previsto per legge dei corsi nelle aziende per insegnare a tutti “l’uso ragionevole dei dispositivi connessi”.

 

Comments

comments

Autore Nadia Pavoncelli

Appassionata di musica e filosofia.

Leggi anche

AnimaMundi

AnimaMundi: musica, libri e arte in un solo luogo

È una lunga storia, fatta di musica, parole, note e filosofia. Parliamo di “AnimaMundi- suoni …