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Il giornalismo positivo di Assunta Corbo e il potere della gratitudine

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Il valore della notizia raccontata non sta solo nella sua correttezza o nella capacità di riportare informazione. Sta infatti nella capacità di trasmettere un messaggio, costruttivo ed edificante. Un giornalismo al quale, purtroppo, siamo poco abituati.

È proprio per dare spazio, invece, alle notizie positive, di cui ci facciamo portavoce, e ad un modo diverso di raccontare la realtà che ci circonda che abbiamo intervistato, con grande piacere, Assunta Corbo, giornalista, speaker e autrice di libri.

 “Dopo tanti anni nel giornalismo ho cominciato a farmi delle domande, chiedendomi se scrivere e trasmettere quel tipo di notizie fosse poi la strada che realmente volevo proseguire. Raccontavo di un mondo troppo negativo e gli articoli spesso dovevano rispondere a logiche commerciali”. Queste riflessioni hanno portato Assunta a sviluppare un’attenzione e a documentarsi rispetto alla corrente del “Giornalismo Costruttivo”.

Non è una forma di giornalismo necessariamente positivo. Basti pensare all’ottimista che, per definizione, è colui che vede il bello ovunque. Positivo è invece chi, senza decontestualizzare quello che accade, sa stare nella vita e ne sa trarre un lato utile, appunto costruttivo”. Un’idea che spinge quindi ad una nuova visione delle cose: “mi sono chiesta se fosse giusto rappresentare solo la realtà della cronaca, delle violenze. È una parte che va raccontata, ma resta, appunto, solo una parte. Spesso i giornalisti mostrano un’attenzione quasi morbosa al dettaglio, indubbiamente inutile ai fini della notizia. Questa tipo di “racconto”– afferma Assunta- non è rispettoso nei confronti delle persone coinvolte dalla notizia, vittime dei fatti accaduti e non è neppure un elemento necessario per il lettore”.

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La strada da intraprendere, secondo la visione di Assunta, è un’altra: “Si deve fare cronaca. Quello che va cambiato è l’approccio: vanno evitate le sentenze, a favore di un’Informazione utile al lettore, applicabile alla vita e alla quotidianità. Se, per esempio, parliamo di casi di violenza nei confronti degli adolescenti, tema molto comune purtroppo in questi tempi, sarebbe utile spiegare ai ragazzi come non cascare in questi pericoli, dargli degli accorgimenti.
In generale ritengo che le vittime siano da trattare come persone che, seppur con grande difficoltà, hanno imparato qualcosa da una nuova, anche se difficile, esperienza.

È l’insegnamento il valore aggiunto della notizia”.

Si tratta, quindi, non solo di un nuovo modo di fare giornalismo, ma, ancor di più, di una nuova visione della vita e del mondo che ci circonda. “Intesa in tal senso, la mia non è una professione, ma una missione: cogliere l’aspetto positivo, raccontare in maniera costruttiva, educare il lettore a scegliere cosa approfondire”. Del resto, come sottolineato da Assunta, ricerche americane dimostrano che compensare e riequilibrare il proprio stato d’animo, una notizia negativa letta, bisognerebbe leggerne tre positive.

Quanto l’esterno influenzi il nostro mondo interiore è un tema che interessa molto Assunta. “Mi affascinano i temi legati alla crescita personale e spirituale, tanto che ho approfondito l’aspetto legato alla Gratitudine.

Portare gratitudine in maniera concreta significa sentirsi più ricchi, meno stressati, dotati di maggiore entusiasmo e altruismo, donare di più.

Non a caso esistono dei veri e propri esercizi, allenamenti alla gratitudine”.
L’approccio è lo stesso del giornalismo costruttivo: entrambi si basano su un atteggiamento positivo che si riflette su tutta la vita. Anche laddove si sia vissuta un’esperienza negativa, bisogna rispettarla e ripartire”.

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Autore Nadia Pavoncelli

Appassionata di musica e filosofia.

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