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Generazione 8 Bit, il primato della Commodore: dal computer aziendale al personale

Domenica 22 ottobre, presso lo Spazio Murat di Bari, si è svolta la prima proiezione pubblica italiana del docu-film “8bit generation – The Commodore Wars”, promossa dall’associazione Apulia Retrocomputing di Bari.

Lo scopo dell’associazione è quello di diffondere cultura attorno all’informatica, per andare oltre quella mass-mediatica che, con il cinema e i social, propone miti del calibro di Steve Jobs, a discapito di altri che hanno contribuito a fare la storia.

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Immagine tratta dal sito ufficiale del documentario

Il prof. Stefano Ferilli del Dipartimento di Informatica Uniba, assieme al presidente dell’associazione, ha presentato il suo libro “Sulla cresta del…baratro – La spettacolare ascesa e caduta della Commodore”.

Come evidenziato nel corso dell’ evento, il 1960 è stato un anno di grandi cambiamenti dal punto di vista tecnologico e del business: nasce il primo computer pensato per le aziende e le università. I dipendenti e gli studenti avevano l’occasione di sperimentare la tecnica del time sharing, che permetteva loro di utilizzare il computer come veri programmatori.

L’autore del libro ha illustrato come il movimento hippy, sviluppatosi in quegli anni nell’attuale Silicon Valley, ex Baia di San Francisco, abbia contribuito a sviluppare l’idea di un computer personale, adatto a tutti. Tra gli appassionati c’era anche Steve Jobs, che già lavorava all’Apple I. Per essere distribuito in massa, il computer, doveva essere economicamente accessibile e dotato di un microprocessore.

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Immagine tratta dal sito ufficiale del documentario

La Commodore International Ltd., detta brevemente Commodore, è stata una holding gestoria multinazionale che ha operato principalmente nel settore dell’informatica e secondariamente nel settore dell’elettronica, tendendo a ricercare sinergie tra i business. Ha iniziato la sua attività nel 1962 producendo macchine per ufficio.

Il founder Jack Tramiel ha consentito alla sua azienda di far parte del campo dei pc, credendo fermamente nell’idea che la gente potesse vedere il computer come parte integrante della nostra vita.

Tramiel, attraverso una mirata strategia di marketing, ha ridotto il costo della calcolatrice da 400 a 200 dollari, acquisendo sempre più clientela nell’immediato. Ha capito inoltre che i pc garantivano nuove opportunità, mettendo sempre al primo posto il business, considerato allo stesso livello della famiglia e della religione.

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Immagine tratta da Google

La sua filosofia è sempre stata quella di creare il miglior prodotto al minor prezzo, abbattendo tutte le aziende incontrate durante il percorso: Apple, Motorola e IBM, che lavoravano a microprocessori più economici.

L’acquisizione della MOS Technology nel 1976 ha messo a disposizione dell’azienda un certo numero di esperti ingegneri elettronici, tra cui Chuck Peddle. Inizia l’era degli home computer.

Nel 1981 la Commodore introduce il VIC-20, venduto ad un prezzo di concorrenziale, che puntava sulla grafica e il suono. Con la sua grande capacità di memoria il suo successore, il Commodore 64 ha fatto la storia, rendendosi l’home computer più venduto di tutti i tempi, con 22 milioni di esemplari.

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Immagine tratta dal sito ufficiale del documentario

Nell’aprile del 1994, la Commodore fallisce a causa di errori di marketing effettuati dalla dirigenza e a causa della la produzione di componentistica di scarso pregio.

Dalla visione del documentario e dall’intero incontro si evince che anche chi viene sconfitto, anche chi non ce la fa, contribuisce in maniera molto più che banale alla formazione della storia sotto tutti i punti di vista. La Commodore International Ltd., nonostante il fallimento, ne è la prova.

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Autore La Redazione

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