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Energy Observer, la barca energicamente autosufficiente

energy observer

Questo bellissimo catamarano di trenta metri di lunghezza si chiama “Energy Observer”. E’ la prima barca, anzi è in assoluto il primo veicolo al mondo, totalmente autosufficiente da un punto di vista energetico.

La progettazione ha privilegiato lo sviluppo delle superfici da ricoprire con pannelli fotovoltaici. Questi, insieme ai due generatori eolici ad asse verticale, assicurano una produzione di energia elettrica praticamente in ogni condizione, con la barca in navigazione o all’ormeggio, di giorno e di notte.
Fin qui nulla di davvero particolare. Ormai tutte le barche da diporto, soprattutto quelle a vela, sono equipaggiate con dispositivi simili. Le novità sono tutte sottocoperta. L’Energy Observer non ha le tradizionali batterie per l’accumulo dell’energia elettrica prodotta da pannelli fotovoltaici e generatori eolici. L’energia prodotta viene utilizzata per ottenere idrogeno con un processo di elettrolisi dell’acqua, l’elemento più abbondante in natura.

Con l’elettrolisi l’idrogeno viene separato dall’ossigeno (la formula chimica dell’acqua è H2O, due atomi di idrogeno legati ad uno di ossigeno) e immagazzinato sotto forma di gas in bombole e dunque svolge una funzione di accumulo di energia dato che, all’occorrenza, è utilizzato per alimentare celle a combustibile.

Una cella a combustibile è un dispositivo nel quale avviene la reazione inversa all’elettrolisi: l’idrogeno si combina con l’ossigeno e produce energia elettrica. A bordo dell’Energy Observer questa energia alimenta i potenti motori necessari per la propulsione e per gli altri servizi di bordo (apparecchiature, illuminazione ecc.)
Il ciclo descritto è, attualmente, l’unico che assicura la totale assenza di emissioni e, a differenza della tecnologia dei comuni veicoli elettrici, non utilizza batterie di accumulo che, per quanto siano stati fatti grandi passi avanti, presentano comunque il limite di una vita utile limitata e hanno sempre problematiche legate allo smaltimento finale.
L’Energy Observer è partito dalla Francia nell’aprile del 2017 per un tour di sei anni che prevede 101 scali in 50 Paesi del mondo. Scalo di Bari (marina del CUS) dal 18 al 22 luglio.

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Autore La Redazione

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