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Tra nuda roccia ed esplorazioni culturali: Christian De Sica e Max Tortora conquistati dalle Grotte di Castellana

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Credits: @Mariagrazia Proietto

Era il 23 gennaio del 1938 quando lo speleologo Franco Anelli si calava per la prima volta in  quella voragine che per secoli aveva affascinato e terrorizzato i cittadini di Castellana Grotte;  proprio di lì, dalla Grave, il ricercatore partiva per la scoperta di quelle che oggi sono conosciute in tutto il mondo come le Grotte di Castellana, un complesso di cavità sotterranee di origine carsica  visitabile per oltre 3 chilometri, a 70 metri di profondità circa.

Da allora, l’esplorazione non si è mai fermata, lasciando intuire la possibilità di nuovi percorsi ancora da perlustrare non solo in campo speleologico. Da quattro anni, infatti, il consiglio di amministrazione della società Grotte di Castellana che ne cura la gestione con la direzione artistica di Pino Savino, ha accolto e vinto la sfida di voler sperimentare, in questa eccezionale location, sentieri alternativi, questa volta artistici, aprendo -di fatto- una strada nuova nella valorizzazione e nella utilizzazione turistica di un sito naturalistico.  Una vera e propria missione “da veri esploratori”, culturali però.

Intelligente e accorta l’idea di promuovere le Grotte grazie al sostegno mediatico richiamato naturalmente dai grandi nomi del panorama cinematografico, musicale, teatrale e culturale internazionale che si sono avvicendati nei diversi cartelloni delle rassegne promosse.

Insolita e curiosa la scelta di sfidare l’angustia climatica dell’umidità del sito, trasformando la Grave in un raccolto salottino in cui ciascuno spettatore ha a disposizione un caldo plaid nel quale avvolgersi all’occorrenza.

Ambizioso e lodevole il tentativo di voler coinvolgere il territorio e far incontrare gli artisti con gli studenti del posto, come è accaduto in occasione dello spettacolo on stage – o meglio on stone – l’8 Marzo “Christian racconta Christian De Sica”.

Programmato a Gennaio e rimandato a causa della neve, con quest’ultimo evento è calato il sipario sulla rassegna “Natale nelle Grotte” (direzione artistica di Eugenio Finardi), esperienza rivelatasi una felicissima intuizione. A dimostrarlo, i numerosi sold out ed un aumento complessivo del numero di visitatori alle Grotte.

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Credits: @Mariagrazia Proietto

Di questo, ne sono convinti anche Christian De Sica ed il suo inaspettato presentatore Max Tortora, protagonisti della serata di chiusura, una performance sui generis, nella quale il figlio del grande Vittorio, ha raccontato di sé e della sua famiglia, dando prova -dal vivo- del suo talento multiforme che abbiamo imparato a conoscere nella sua lunga carriera soprattutto cinematografica: sentirlo cantare Sinatra, accompagnato al pianoforte dal maestro jazz Riccardo Biseo, in un gioco di luci caricato di magica suggestione dall’incantevole scenario della Grave, resterà impresso nelle rocce e nel cuore dei circa duecento spettatori presenti.

Abbiamo colto l’occasione per intervistare entrambi gli artisti, che hanno confermato la straordinarietà di questa esperienza, alimentando la certezza dostoevskiana che la bellezza (quella della natura e quella della naturale capacità dell’uomo di produrre arte), salverà il mondo.

“Di questo particolare scenario naturale mi aveva già parlato mia sorella, che aveva avuto la possibilità, parecchi anni fa, di visitarle insieme al suo scopritore. Ne era rimasta affascinata, mi diceva “vedrai che bello”. Entrarvi oggi mi ha meravigliato e allo stesso tempo fatto sentire piccolo, umile; mi ha incantato e stupito, proprio come un vero comico deve continuare a fare sempre nella sua vita. Un’emozione unica” (C. De Sica).

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Credits: @Mariagrazia Proietto

“Mai, nella vita, mi era capitato di recitare in uno scenario tanto suggestivo e particolare. Entrando, mi sono misurato con la grandezza e la magnificenza della natura che, nonostante tutto quello che sta accadendo e che ci terrorizza, è sempre e comunque dalla nostra parte (Max Tortora)”.

E con questi presupposti, l’incantesimo ha preso vita, generando un momento di spettacolo in cui il racconto nudo di un’esistenza, tra la nuda roccia, ha assunto il pregio dell’autenticità.

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Autore Rosa Angela Silletti

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