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Carepy, un angelo custode al fianco dei pazienti e delle famiglie

Gli ideatori di Carepy premiati dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

Il nome “Carepy” già racchiude in sé l’idea vincente e utile alla base dell’applicazione. Unisce, infatti, due termini e concetti, quali “Care”, ossia salute, e “terapy”, intesa come terapia. Appare, quindi, già evidente che si si sta muovendo in un terreno delicato e di grande rilevanza. “Carepy nasce dalla volontà di creare un sistema digitale capace di rispondere in maniera semplice ed intuitiva alle problematiche di parenti cronici e/o temporanei e delle loro famiglie.
L’app non vuole e non può sostituirsi ad un medico, ma si propone di fare da supporto nell’assunzione della terapia, ricordando al paziente le tempistiche, le modalità di assunzione, le quantità e le scadenze dei farmaci e delle terapie stesse”. Con queste parole Davide Sirago, CEO e Founder, spiega Carepy e le finalità a cui l’applicazione si rivolge.
Carepy cerca di supportare il paziente o la famiglia che, spesso, si sente sola nell’affrontare le malattia, basandosi su confronti con il medico o il farmacista legati esclusivamente legati agli appuntamenti presi. La nostra idea, invece, mette assieme, creando un circolo virtuoso, tra paziente, medico e farmacista”. Si tratta, quindi, di un ottimo ed efficace esempio di tecnologia applicata che, come specificato dallo stesso Davide, non vuole sostituirsi alle figure mediche, ma aiutare, potenziare e responsabilizzare il paziente.

Carepy 2)

Attraverso l’applicazione, una volta inserito il piano terapeutico da seguire, il paziente o chi per lui, dovrà inserire delle spunte o delle note, per dare al medico un feedback rispetto all’andamento della terapia. Un gesto semplice, ma che porta con sé un forte segno di responsabilizzazione: il paziente è “tenuto” a dare riscontri rispetto alla cura, mentre il medico, dal canto suo, è sempre informato rispetto ad un’eventuale, e non auspicabile, interruzione della terapia”. Sarà, quindi, lo stesso medico a chiamare il suo paziente in caso di feedback negativi. Dal canto suo, invece, il farmacista, incluso nel circuito di Carepy, oltre a caricare le confezioni dei farmaci, invia al paziente una notifica per comunicargli che le medicine stanno per terminare o per scadere. Segnali, consigli e riscontri, per mezzo di confronto agevolato dalla tecnologia, che fanno del medico e del farmacista dei veri e proprio angeli custodi, dei tutor da seguire con fiducia. “La mancata aderenza terapeutica è una problematica a livello mondiale e corrisponde ad un settimo della spesa sanitaria italiana. Ovviamente la questione va molto oltre gli aspetti economici ma– come sottolineato da Davide- vede proprio degli aspetti etici e psicologici. Per questo Carepy vuole fare del bene, creare una rete virtuosa che passa attraverso un processo di digitalizzazione nel quotidiano, che per molti risulta ancora da assimilare e accettare”.

Carepy 3

Ottimi i risultati raggiunti finora per una realtà in crescita:
l’azienda conta un team di 6 persone nelle sedi di Bari e Pescara ed è sempre alla ricerca di nuovi talenti.
Lontano dall’essere un ambito da demonizzare, Carepy ci mostra come la tecnologia, se utilizzata nel migliore e più efficace dei modi, possa essere preziosa e di reale sostegno.

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Autore Nadia Pavoncelli

Appassionata di musica e filosofia.

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