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Andrea Caschetto ci racconta la potenza di un’emozione

Abbiamo conosciuto Andrea Caschetto lo scorso giugno, durate il Web Marketing Festival 2017 a Rimini. Quello che ci ha colpito di lui è stata la sua vulcanica energia. Un’energia che ti invade, ti scuote e non ti lascia indifferente, perché non è costruita ad hoc per attirare l’attenzione. È vera e pura, nasce dall’amore per la vita. Sicuramente anche le sue parole conquistano. Andrea, operato a 15 anni per un tumore al cervello in seguito al quale ha perso la memoria breve, racconta con semplicità e leggerezza quanto gli è accaduto, senza pietismo e falsa retorica.
È proprio per questa sua indole naturalmente e intimamente positiva che abbiamo deciso di intervistarlo e di farci raccontare la sua storia.

Andrea Caschetto Cicatrice

Mi conoscono tutti per il giro del mondo per gli orfanotrofi del 2015, è stato un viaggio fatto soprattutto perché io faccio viaggi che mi devo ricordare, viaggi che toccano le emozioni. Dopo l’operazione alla testa a 15 anni per un periodo non ricordavo nulla. Quando poi sono andato in Africa la prima volta, a 19 anni, ritornato in Italia, come per magia, dopo alcune settimane, ricordavo tutto: i volti dei bambini, i giochi, le attività svolte…  perché, facendo ricerche su internet, ho scoperto che tutto ciò che tocca le emozioni passa automaticamente dalla memoria a breve termine alla memoria a lungo termine. Così ho iniziato a viaggiare, girare e divertirmi. Ho sempre bisogno di fare  “viaggi particolari”, come il viaggio da cui è  tratto il mio nuovo libro “Come se io fossi te” nel quale racconto il giro dell’Argentina accompagnato da una sedia a rotelle.

Ti chiamano “ambasciatore del sorriso”, qual è la potenza del sorriso, che sia donato o ricevuto?

Mi chiamano ambasciatore del sorriso, ma secondo me dovrebbero cambiare nick name perché da ambasciatore non guadagno nulla da un punto di vista economico,  però sorriso sta benissimo ed è figo. Ovunque vado  stimolo le persone, sono più felici, e anche io prendo felicità dagli sconosciuti e questa è davvero una cosa fighissima!

Cosa ha significato per te essere invitato a tenere un discorso all’ONU, in occasione della Giornata della Felicità? Quali sensazioni hai provato?

A dire la verità essere invitato dall’ONU non mi ha creato chissà quale scalpore. È stato bello rappresentare la giornata della felicità, ma la sensazione davvero unica è stata la standing ovation, perché mi ha creato un’emozione fortissima e lì mi sono messo a correre gridare e “a fare sto video pazzo”. Quindi più che l’ONU la cosa figa è la standing ovation, che sia ONU o nel piccolo teatro di un paesino sconosciuto in qualche parte remota del mondo.

Il tuo ricordo più bello del viaggio del mondo per orfanotrofi?

Il ricordo più bello è quello di un bambino davvero molto contento il quale, quando gli ho chiesto il motivo della sua  contagiosa felicità, mi ha risposto: – Andrea, domani conoscerò mamma e papà sono stato adottato! –
È stata l’emozione più forte che potessi provare.

Dopo “Dove nasce l’arcobaleno”, a breve uscirà il tuo nuovo libro: “Come se io fossi te”. Parlaci della tua esperienza come scrittore.

“Come se io fossi te” è un libro più difficile rispetto al primo, perché chi non conosce il motivo del libro e vede in copertina la mia foto con una sedie a rotelle ha difficoltà a comprendere il messaggio. È una storia fortissima e spero di essere riuscito a trasmetterla con le parole, anche perché io realmente non mi definisco uno scrittore piuttosto un globetrotter che ogni tanto scrive. Inoltre, per me, scrivere è molto difficile e pesante data la difficoltà di ricordare, al massimo continuerò a scrivere storie per bambini, piene di fantasia piuttosto che di memoria.

Tutti noi a volte siamo colpiti da momenti di “debolezza”, capita anche a te? Cosa suggerisci per trasformare questo sentimento in energia?

La debolezza capita a tutti, a me capita molto molto molto raramente. E quando arriva dura pochissimo, qualche secondo, trovo subito una strategia per trasformare la negatività in felicità. Qualcuno mi ha detto: – se uno ti racconta una barzelletta, la prima volta fa troppo ridere, la seconda così così, la terza non fa più ridere. –
La stessa cosa deve avvenire per le emozioni negative. All’inizio si starà male, ma poi non più.

Andrea Caschetto

La vita è straordinaria, siate SEMPRE positivi!

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Autore Milena Mele

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